EUREKA! - La Festa in Granda di Azione Apri la bacheca

Carcere di Alba, Prandi-Ruffino-Benzoni: "Il Ministero garantiva la riapertura a maggio. Siamo a settembre e l'orizzonte non c'è ancora"

Dopo la risposta scritta del Ministro Nordio all'interrogazione dei deputati Fabrizio Benzoni e Daniela Ruffino, il Partito torna sul caso della Casa di Reclusione "Giuseppe Montalto": "Un'altra scadenza mancata, in un Paese che ha le carceri al collasso"

Notizia
Scarica PDF
Condividi
Carcere di Alba, Prandi-Ruffino-Benzoni: "Il Ministero garantiva la riapertura a maggio. Siamo a settembre e l'orizzonte non c'è ancora"

Nella risposta all'interrogazione a risposta scritta depositata dagli onorevoli Fabrizio Benzoni e Daniela Ruffino, il Ministero della Giustizia indicava un quadro preciso: conclusione e attivazione della nuova cucina detenuti entro fine aprile 2026, consegna dei lavori sulle coperture della caserma agenti e degli uffici della Direzione a inizio maggio 2026, attivazione del nuovo impianto telefonico interno nel corso di maggio 2026 e, testualmente, "piena e completa fruibilità" dei locali oggetto di intervento "verosimilmente nel mese di maggio 2026". Siamo a settembre e quella piena fruibilità non si è concretizzata.

"Avevamo chiesto un orizzonte temporale certo e definitivo, e ci era stato risposto con una data. Quella data è passata da quattro mesi", dichiarano gli onorevoli Fabrizio Benzoni e Daniela Ruffino. "Non contestiamo la complessità tecnica di un cantiere su fabbricati degli anni '80: contestiamo il fatto che da dieci anni ogni scadenza annunciata venga sistematicamente superata senza che nessuno ne risponda. Ottobre 2025, dicembre 2025, maggio 2026: tre termini, tre slittamenti. Continueremo a chiedere conto al Ministro Nordio, perché la credibilità dello Stato passa anche dalla capacità di rispettare gli impegni che assume."

"Il punto non è albese, è nazionale", aggiunge il Segretario Provinciale di Azione Cuneo Giacomo Prandi. "Mentre il sistema penitenziario italiano soffoca per il sovraffollamento, un istituto come il 'Giuseppe Montalto' resta parzialmente inutilizzato per un decennio. Ogni posto detentivo non disponibile ad Alba è pressione che si scarica altrove, in strutture già oltre la capienza. E il carcere di Alba non è un istituto qualsiasi: è una realtà che sul lavoro, sulla formazione e sul reinserimento ha costruito un'esperienza riconosciuta. Sono esattamente le attività che abbattono la recidiva — e quindi che producono sicurezza per il territorio e per il Paese. Tenerle compresse per anni significa scegliere, di fatto, più recidiva domani."

Viene inoltre sottolineata la condizione di chi in quell'istituto lavora ogni giorno: agenti della Polizia Penitenziaria, personale amministrativo, educatori e operatori che da anni operano in una struttura-cantiere, con spazi provvisori e impianti in transizione. "Non si può chiedere a queste persone di garantire sicurezza e trattamento lavorando dentro un perenne stato di eccezione", proseguono Benzoni, Ruffino e Prandi. "La sicurezza di chi lavora in carcere e la dignità di chi vi è detenuto sono due facce dello stesso problema: entrambe dipendono da strutture che funzionino."

Azione annuncia che continuerà il monitoraggio: verifica puntuale dello stato di avanzamento dei tre procedimenti di appalto, confronto con la Direzione dell'istituto, con le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria e con i Garanti delle persone private della libertà personale, e nuove iniziative parlamentari qualora non arrivi entro l'autunno un cronoprogramma vincolante e verificabile. "Non ci accontenteremo di un'altra data", concludono. "Chiediamo un atto formale che indichi termini, responsabilità e stato di avanzamento. Alba aspetta da dieci anni: merita risposte, non rassicurazioni."

Persone coinvolte

Articoli correlati

Questa pagina ti è stata utile?