"La fauna selvatica è un patrimonio indisponibile dello Stato. Va protetta attivamente, come prevede l'articolo 9 della Costituzione. Per questo esprimiamo una netta contrarietà alle modifiche alla Legge quadro 157/92. La proposta di legge cambia l'impostazione di fondo: abbandona la storica protezione della fauna per passare a una gestione venatoria deregolamentata. Rischia di essere un grave passo indietro per gli ecosistemi italiani e per la conservazione delle specie a rischio". Lo dichiara Ivan Radice, referente del gruppo provinciale Ambiente di Azione Cuneo.
Secondo Radice "la biodiversità non si tutela allungando i calendari di caccia o riducendo le protezioni per l'avifauna. Servono scelte politiche serie, fondate su solide basi scientifiche e sul principio di precauzione. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e valorizzare i pareri tecnici degli organi preposti, a partire dall'ISPRA. Le sue valutazioni scientifiche non possono essere messe da parte o aggirate per assecondare logiche di parte. Allo stesso tempo serve un contrasto fermo, severo e senza sconti al bracconaggio. La caccia illegale e i prelievi non autorizzati provocano danni incalcolabili all'equilibrio ambientale. Per questo vanno rafforzati sanzioni e controlli: bisogna estirpare fenomeni criminali che minacciano la sopravvivenza della fauna e minano la credibilità delle stesse attività regolamentate".
Sul tema interviene anche il segretario provinciale di Azione Cuneo, Giacomo Prandi: "Su un territorio come la Granda conosciamo bene i disagi reali e i danni economici che la fauna selvatica provoca alle produzioni agricole e alle comunità locali. Non li sottovalutiamo. Anzi, li aggravano ritardi cronici e inaccettabili nei risarcimenti alle aziende danneggiate. La risposta però non può essere aumentare la pressione venatoria o introdurre condoni sulla gestione faunistica. Gestire e salvaguardare davvero il territorio significa puntare su prevenzione, convivenza tra uomo e natura e soccorso degli animali in difficoltà. Alle istituzioni chiediamo un impegno serio: indennizzi rapidi, sistemi di prevenzione efficaci e interventi strutturali e continuativi per i CRAS, i Centri di Recupero degli Animali Selvatici. È così che si tutelano insieme agricoltori, comunità e ambiente".