Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà a don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas di Alba, e a tutti i volontari e gli operatori del Centro di accoglienza di via Pola, di fronte alle gravi minacce ricevute per aver denunciato pubblicamente il fenomeno del caporalato sulle nostre colline.
Chi ogni giorno si mette al servizio dei più fragili, chi sceglie di dare voce a chi voce non ha, non può e non deve essere lasciato solo. Le intimidazioni subite da don Dodo sono un attacco a un intero territorio: a chi crede che il lavoro debba essere dignitoso, che l'accoglienza sia un dovere prima ancora che una scelta, e che tacere davanti allo sfruttamento non sia mai un'opzione.
Il suo appello merita una risposta concreta, non solo parole. Il peso dell'accoglienza e della tutela dei lavoratori stagionali non può ricadere solo sulla Caritas e sui suoi volontari: serve un impegno reale e condiviso da parte di tutte le istituzioni, del mondo produttivo e dell'intera comunità, perché le colline patrimonio Unesco che tutto il mondo ci invidia non possano mai diventare terreno di sfruttamento e di silenzio.
A don Domenico va la nostra vicinanza e il nostro ringraziamento per il coraggio con cui continua, nonostante le minacce, a portare avanti il suo impegno per i diritti e la dignità di ogni persona.